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F.A.Q.

Come trasmettere un mandato di trasporto?

Il mandato deve essere trasmesso allo spedizioniere per iscritto o mediante mezzi di comunicazione elettronici. Se viene conferito verbalmente o per telefono, il mandante risponde per i rischi relativi a comunicazioni erronee o incomplete, fintanto che allo spedizioniere non pervenga una conferma scritta del mandato.

Il mandato deve contenere tutti i dati occorrenti per la sua normale esecuzione, quali l’indicazione di merci regolamentate (per esempio: merce pericolosa) o che altrimenti esigono un trattamento speciale.

Il testo di documenti allegati al mandato non costituisce parte integrante di quest’ultimo, a meno che il mandante non lo dichiari esplicitamente come tale.

Punto Franco doganale

Le merci il cui impiego finale è incerto, le merci che soggiacciono a dazi elevati nonché le merci contingentate possono essere immagazzinate temporaneamente senza venir sdoganate né tassate. A tal fine si può ricorrere ad un punto franco.
Il punto franco doganale è gestito da enti privati, riveste carattere pubblico ed è accessibile a qualsiasi interessato. Con l’autorizzazione della dogana le merci possono essere sottoposte a determinate manipolazioni; per le merci in transito (rispedizione nell’UE) vigono disposizioni limitative.

Ho dei termini di consegna, come fare?

La garanzia dei termini di consegna può essere stipulata soltanto nella forma scritta. Essa deve indicare almeno l’ultimo termine di consegna e il relativo supplemento di commissione.

Come fare se ho una triangolazione?

Se al mittente non deve essere resa nota la reale destinazione della merce, o se il destinatario non deve conoscerne la provenienza, ciò va espressamente comunicato per iscritto allo spedizioniere.

Se il destinatario dà ordine allo spedizioniere di rispedire la merce a un terzo, lo spedizioniere, anche senza particolare richiesta in tal senso, non rivela al terzo il nome del primo mittente né la provenienza della merce. Tuttavia, lo spedizioniere toglie i marchi di provenienza soltanto su richiesta scritta.

Chi deve preoccuparsi di fare un’assicurazione contro tutti i rischi?

Lo spedizioniere provvede all’assicurazione del trasporto soltanto su espressa richiesta scritta del mandante.

La sua funzione si limita a procurare l’assicurazione di trasporto appropriata.

Se l’incarico prescrive genericamente la stipulazione di un’assicurazione del trasporto, lo spedizioniere ne stipula una “contro tutti i rischi”. Se ciò non è possibile o se esiste una mancanza di chiarezza sull’entità della copertura, lo spedizioniere chiarirà tale punto con il mandante.

Quali sono le responsabilitä del mandante?

Il mandante risponde per i propri errori e per le proprie omissioni, così pure per quelli di suoi incaricati, in particolare per le conseguenze risultanti:

- da un imballaggio non conforme alle esigenze del trasporto convenuto

- da indicazioni inesatte, imprecise o mancanti nel mandato di spedizione, sull’imballaggio o sull’oggetto del trasporto, in particolare per quanto concerne le merci che, per la loro natura, non sono accettate per il trasporto, o lo sono soltanto a condizioni particolari, o il cui trasporto è soggetto a particolari prescrizioni

- dalla mancanza o consegna tardiva della documentazione necessaria, quali fatture commerciali, documenti doganali, autorizzazioni, ecc..

Quale resa incoterms devo inserire in fattura?

Ogni singola sigla codificata nell’Incoterms definisce chiaramente chi debba accollarsi i costi e le responsabilità per ogni parte di trasporto, per i costi doganali in partenza ed in arrivo, per i costi assicurativi. Una parte importante (spesso trascurata) è l’indicazione, dopo la sigla, del nome specifico della località geografica, della frontiera o del porto/aeroporto a cui la sigla stessa si riferisce.

I termini Incoterms sono stati ratificati dall’ International Chamber of Commerce (ICC) e pubblicati originariamente in lingua inglese con traduzione autorizzata in altre 31 lingue da parte delle varie camere di commercio nazionali.

L’ultima revisione dell’accordo è stata effettuata nel 2010 da qui la denominazione attuale corretta di INCOTERMS 2010 download

EXW

Il termine Ex Works, conosciuto anche con l’acronimo EXW, viene usualmente tradotta quale resa franco fabbrica. La notazione EXW, che deve essere completata dall’indicazione specifica di una località, è quella che vincola il venditore semplicemente a preparare dei beni nei suoi locali (fabbrica, magazzino ecc.) alla data concordata, provvedendo unicamente alla fornitura della documentazione adatta per l’esportazione dalla nazione di origine.

L’acquirente, da parte sua, dovrà provvedere all’operazione doganale di esportazione (nel caso fosse impossibilitato a farlo la resa dovrà essere modificata in FCA), organizzerà il trasporto e ne pagherà tutti i costi, prendendone anche tutti i rischi fino alla destinazione finale.

FCA

Il termine Free Carrier viene usualmente tradotto come franco spedizioniere, derivato dal termine “free” (“libero”) inteso con il trasporto non pagato. La notazione FCA, che deve essere completata dall’indicazione specifica di una località, è quella che vincola il venditore a preparare dei beni alla data concordata, provvedendo alla fornitura della documentazione adatta per l’esportazione dalla nazione di origine, alla consegna presso il magazzino dello spedizioniere (o altro soggetto scelto dall’acquirente) e al pagamento dei costi relativi all’operazione doganale di esportazione.

L’acquirente, da parte sua, organizzerà il trasporto e ne pagherà tutti i costi, prendendone anche tutti i rischi fino alla destinazione finale.

FOB

L’espressione Free On Board è nata principalmente per il trasporto marittimo (franco a bordo), essa stabilisce che a carico del venditore siano tutte le spese di trasporto fino al porto d’imbarco, compresi eventuali costi per la messa a bordo della nave, nonché le spese per l’ottenimento di licenze e documentazioni per l’esportazione dalla nazione di origine e quelle per le operazioni doganali sempre di esportazione.

Dal momento in cui la merce è considerata pronta per la partenza tutte le altre spese sono da considerarsi a carico dell’acquirente, compresi i costi di assicurazione. Per quanto concerne la responsabilità della merce questa passa dal venditore al compratore al momento in cui la merce stessa supera fisicamente la verticale della murata della nave.

La formulazione di questo termine di resa è considerata completa con l’indicazione del porto di imbarco (esempio FOB Genova). Da questo termine erano stati mutuati, anche se ormai non più corretti, anche i termini FOR – Free on Rail e FOT – Free on Truck rispettivamente in uso nel caso il trasporto avvenisse via ferrovia o via camion.

Nel caso del trasporto ferroviario, del trasporto via strada e del trasporto aereo il termine equivalente è Free Carrier (FCA).

FAS * (solo marittimo o vie d’acqua interne)

La resa Free alongside Ship (franco lungo bordo, indicare il porto convenuto), è nata per il trasporto marittimo essa stabilisce che a carico del venditore siano tutte le spese di trasporto fino al porto d’imbarco, compresi eventuali costi per la messa a terra su una banchina o chiatta designata dal compratore nel porto d’imbarco convenuto. Le spese per l’ottenimento di licenze e documentazioni per l’esportazione dalla nazione di origine e quelle per le operazioni doganali sempre di esportazione. Dal momento in cui la merce è considerata pronta per la partenza tutte le altre spese sono da considerarsi a carico dell’acquirente, compresi i costi di assicurazione. Per quanto concerne la responsabilità della merce questa passa dal venditore al compratore al momento in cui la merce stessa è scaricata sulla banchina. Per spedizioni con container è più appropriato utilizzare la resa FCA.

CFR

Il termine Cost and Freight, conosciuto anche con la sigla CFR (C&F), è in uso principalmente nei trasporti via mare; esso stabilisce che a carico del venditore siano tutte le spese di trasporto fino a destinazione, compresi eventuali costi per lo scarico della nave, nonché le spese per l’ottenimento di licenze e documentazioni per l’esportazione dalla nazione di origine e quelle per le operazioni doganali sempre di esportazione.

A carico dell’acquirente sono invece le spese di assicurazione mentre il venditore ha l’obbligo di comunicare tempestivamente tutti i dati necessari per la stipula della polizza contro i rischi.

Dal momento in cui la merce è scaricata nel porto di arrivo tutte le altre spese sono da considerarsi a carico dell’acquirente, compresi i costi doganali nella nazione di arrivo.

La formulazione di questo termine di resa è considerata completa con l’indicazione del porto di destinazione (esempio C.F.R. Barcellona). Spesso viene impropriamente utilizzato anche quando il trasporto avviene via strada o ferrovia, mentre in questi ultimi casi sarebbero da preferire altri termini (CPT).

CIF

Il termine Cost, Insurance and Freight, viene utilizzato nei trasporti via mare, stabilisce che a carico del venditore siano tutte le spese di trasporto fino a destinazione, compresi eventuali costi per lo scarico della nave, nonché le spese per l’ottenimento di licenze e documentazioni per l’esportazione dalla nazione di origine e quelle per le operazioni doganali sempre di esportazione. Sempre a carico del venditore sono anche le spese di assicurazione.

Dal momento in cui la merce è scaricata nel porto di arrivo tutte le altre spese sono da considerarsi a carico dell’acquirente, compresi i costi doganali nella nazione di arrivo.

La formulazione di questo termine di resa è considerata completa con l’indicazione del porto di destinazione (esempio C.I.F.Trieste ).

CPT

Il termine Carriage Paid To, è valido per ogni tipo di trasporto, stabilisce che a carico del venditore siano tutte le spese di trasporto fino ad un punto di arrivo specificato, nonché le spese per l’ottenimento di licenze e documentazioni per l’esportazione dalla nazione di origine e quelle per le operazioni doganali sempre di esportazione. Anche i costi da sostenere per l’attraversamento di altre nazioni fino al punto di arrivo sono a carico dello speditore.

Dal momento in cui la merce è arrivata nel punto di arrivo concordato tutte le altre spese sono da considerarsi a carico dell’acquirente, compresi i costi doganali nella nazione di arrivo.

La formulazione di questo termine di resa è considerata completa con l’indicazione di una località specifica di destinazione (esempio C.P.T. Milano).

CIP

La resa Carriage and Insurance Paid to, è valida per ogni tipo di trasporto, stabilisce che a carico del venditore siano tutte le spese di trasporto fino ad un punto di arrivo specificato, nonché le spese per l’ottenimento di licenze e documentazioni per l’esportazione dalla nazione di origine e quelle per le operazioni doganali sempre di esportazione. Anche i costi da sostenere per l’attraversamento di altre nazioni fino al punto di arrivo sono a carico dello speditore. A differenza della resa CPT sono a carico del venditore anche le spese di assicurazione.

Dal momento in cui la merce è arrivata nel punto di arrivo concordato tutte le altre spese sono da considerarsi a carico dell’acquirente, compresi i costi doganali nella nazione di arrivo.

La formulazione di questo termine di resa è considerata completa con l’indicazione di una località specifica di destinazione (esempio C.I.P. Torino).

DAT

Con il termine Delivered at terminal (reso al termina, inserire luogo pattuito), il venditore effettua la consegna della merce scaricata in un luogo concordato con l’acquirente, la resa è completa con l’indicazione della località. Pertanto i costi derivanti dallo scarico della merce dal mezzo di trasporto, sono a carico del venditore. La denominazione “Terminal” non deve essere letta esclusivamente per un terminal aeroportuale, marittimo o ferroviario bensì qualsiasi luogo sia esso coperto o scoperto convenuto col venditore. E’ importante che il luogo indicato sia il più specifico possibile, in quanto, una volta scaricata la merce, la responsabilità passa all’acquirente. Le formalità doganali d’esportazione, come eventuali costi per le licenze d’esportazione sono a carico del venditore, mentre i costi all’importazione e i relativi oneri doganali ed eventuali licenze d’importazione, sono a carico dell’acquirente.

DAP

Il termine Delivered at Place (reso al luogo di destinazione, da inserire), sostituisce la resa DDU. Con questo acronimo, il venditore rende la merce non scaricata in un determinato luogo pattuito fra le parti; reso franco arrivo del mezzo di trasporto convenuto. Lo scarico della merce è a carico dell’acquirente, così come la responsabilità della messa a terra. Le formalità doganali d’esportazione e le eventuali licenze d’esportazione sono a carico del venditore, mentre le formalità doganali d’importazione, i diritti doganali e le eventuali licenze d’importazione, sono a carico dell’acquirente.

DDP

Il termine Delivery Duty Paid, conosciuto con l’acronimo D.D.P., stabilisce che a carico del venditore siano tutte le spese di trasporto fino ad una destinazione concordata, nonché le spese per l’ottenimento di licenze e documentazione per l’esportazione dalla nazione di origine e quelle per le operazioni doganali sempre di esportazione. Anche i costi da sostenere per l’attraversamento di altre nazioni fino a destino sono a carico dello speditore e le operazioni doganali nella nazione di arrivo compresa la liquidazione di tutti gli oneri gravanti sulla merce nella nazione di destino. Viene solitamente pattuita la clausola che l’imposta sul valore aggiunto (IVA) resta a carico dell’acquirente mentre il dazio ed eventuali altre tasse sono a carico del venditore.

La formulazione di questo termine di resa è considerata completa con l’indicazione di una località specifica (esempio D.D.P. Lugano oppure D.D.P. Lugano esclusa IVA/DAZIO o oneri doganali)

L’appuramento della bolla italiana è vincolante?

In questo breve paragrafo si vuole solo richiamare l’attenzione sull’attuale prassi doganale in merito all’apposizione del “Visto uscire telematico”: attualmente le Dogane, nel momento in cui la merce in esportazione varca i confini di uno stato appartenente alla CEE, appongono un visto uscire informatizzato che ha sostituito il vecchio timbro in uso fino a pochi anni fa.

La normativa prevede che tale “visto uscire” debba essere apposto entro le 48 ore dall’effettiva uscita delle merci dal confine. In caso di mancata apposizione l’operazione di esportazione viene annullata decorsi 90 giorni dall’emissione.

Questo è il motivo per cui l’operatore doganale scrupoloso verifica che tutte le varie esportazioni siano state registrate regolarmente registrate dalla Dogana controllando l’appuramento dell’MRN di ciascuna operazione. Solo quando tale controllo ha confermato il buon esito dell’esportazione con la registrazione del visto uscire informatizzato verranno rispediti i documenti alle ditte esportatrici.

E’ doveroso segnalare che questa nostra metodologia non è obbligatoriamente richiesta dalla Dogana; in effetti taluni operatori rispediscono le bolle doganali il giorno successivo all’operazione doganale senza verificare l’appuramento dell’MRN e lasciando che tale controllo venga effettuato dalla ditta esportatrice direttamente dal sito web dell’ Agenzia delle Dogane.

La nostra azienda, pur consapevole di effettuare una rimessa documenti ai clienti con una tempistica leggermente più lunga, preferisce evitare che l’importanza di tale controllo sia omessa o in qualche modo sottovalutata, e pertanto si occupa direttamente di questa incombenza intervenendo giornalmente su eventuali omissioni e dando a i nostri clienti solo la documentazione già completa in ogni sua parte.

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